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I BFN alle manifestazioni per il 60imo anniversario della Battaglia di Rimini (set 1944 - set 2004)

Ricordando la Rimini del settembre '44

Raduno di mezzi ed equipaggi dell'epoca al Museo dell'Aviazione di Rimini

 

 

Museo dell'Aviazione - In occasione del sessantesimo anniversario della Battaglia di Rimini, il Museo dell'Aviazione di Rimini ha organizzato un raduno di reduci e mezzi militari che, nel periodo 1939-45, hanno combattuto sui campi d'Europa e d'Africa. Mezzi di trasporto e di supporto, blindati, corazzati, ruotati e semicingolati, uomini in divisa dell'epoca sono i protagonisti della manifestazione allestita per ricordare il passaggio del fronte sulla Linea Gialla (Rimini-San Marino) del settembre 1944. Sicuramente il residuato bellico di maggiore attrattiva è un Sdkfz 251 tedesco, perfettamente restaurato e funzionante; presenti anche due mezzi da combattimento italiani, l'Autoblinda AB-41 e il Carro Veloce L3/38 (di proprietà del Museo) oltre a molti altri mezzi di vario genere, tra cui la famosissima jeep Willys americana.

 

Il SdKfz 251 ("SonderKraftFahrZeug" cioè "veicolo con motorizzazione speciale" modello 251) fu il più famoso e versatile veicolo semicingolato tedesco della seconda guerra mondiale, del quale ne furono realizzate 4 versioni principali, differenti nella progettazione del telaio e strutture. A seconda della destinazione, ognuna di queste versioni poteva essere equipaggiata con innumerevoli sistemi d’arma, di comunicazione e soccorso. Su ciascuno dei 4 differenti telai, potevano essere montate semplici mitragliatrici, artiglierie anticarro ed antiaeree, mortai, lanciafiamme, lanciarazzi, antenne, sistemi per radiocomunicazioni, visori notturni, barelle per feriti.

 

 

       

 

Il SdKfz 251 Ausf. D è l’ultima delle 4 versioni principali del veicolo. Questa fu introdotta nel 1943 e, per far fronte alla crescente richiesta della Wehrmacht di veicoli blindati, fu estremamente semplificata rispetto alle 3 precedenti (Ausf. A, B e C); questo accorgimento permise appunto di poterne costruire ben 10602 entro la fine della guerra. Le più complesse forme ed i numerosi spigoli, determinati dalla saldatura di placche blindate tra di loro, furono eliminati a favore delle semplicissime lastre uniformi e rettilinee di questa versione. La parte estrema del muso ad esempio era un’unica placca di sei lati, ugualmente il retro era costituito da una unica placca obliqua con 2 ante rettangolari per il portellone d’entrata. Sul cofano motore furono eliminate le due blindature sporgenti per le prese d’aria, che furono spostate nuovamente sotto 2 placche rettilinee, ed i vani per il materiale furono incastrati nella parte bassa sui lati nella parte posteriore. Addirittura i visori sui lati del vano di guida furono ridotti a minime fenditure, due semplici tagli nel metallo.

 

 

 

       

 

Il veicolo presente al raduno del museo dell’aviazione fa parte di questa  ultima generazione, la Ausf.D, del SdKfz 251, ma probabilmente, a causa dei moltissimi anni passati dal suo originale impiego, alcuni elementi sono andati persi o sono stati smontati. Ciò a cui mi riferisco è soprattutto la mitragliatrice, non presente, montata nella parte anteriore di praticamente tutte le versioni (eccetto la versione ambulanza e quelle che montavano artiglierie) ed alcuni elementi presenti sopra i parafanghi anteriori. Il fatto che manchi anche il piccolo supporto per la mitragliatrice posteriore, farebbe pensare che si tratti davvero di una versione ambulanza poi riverniciata, ma queste sono solo ipotesi.

Nella prima foto si può notare la particolarità della marmitta (in primo piano sulla sinistra).

 

 

 

       

 

Alcune fasi dell'azione dimostrativa inscenata nei campi esterni al Museo dell'Aviazione. Una jeep Willys, che monta una mitragliatrice Browning, affronta il blindato e la fanteria tedesca. Nella foto di destra si può notare un americano, appostato in salita, bersagliato dagli uomini sul Sdkfz e da un fante che sta lanciando una steilhandgranade (le bombe a mano tedesche).

Una curiosità sul Sdkfz: per gli spostamenti notturni veniva utilizzato un particolare sistema per giudicare le distanze tra un veicolo e l’altro di un convoglio: sul retro del veicolo era posizionata una luce posteriore con 4 elementi distinti posti in linea orizzontalmente a coppie di 2. Se il veicolo era troppo vicino a quello precedente si distinguevano chiaramente tutte e quattro le lucine verdi, se era troppo lontano si percepiva un unico rettangolo di luce orizzontale. In posizione corretta, si distinguevano 2 rettangoli.

 

 

 

 

E finalmente anche i BFN accorsi all'evento possono posare sul Sdkfz. Da sinistra: Franco, Piller, Led che imbraccia il mitra tedesco MP-40, Jarno e, dietro, Totenkopf ("distratto" nel maneggiare l'MG-34). Appeso al fianco del blindato, si può notare il panzerschreck (lanciarazzi anticarro tedesco).

 

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